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Pericoli e rimedi

Allevamento a Mano - Moschettoni1› Gli Agapornis, come tutti i pappagalli, sono animali molto attivi e pieni di iniziativa. Spesso riescono ad aprire gli sportellini della gabbia a molla, ad alzata e a scorrimento.
Rimedio: Per scongiurare questo pericolo basta apporre dei comuni moschettoni a tutte le porticine della gabbia.

2› Gli Agapornis hanno l'abitudine di inumidire il cibo dentro il beverino prima di mangiarlo. Possono essere pezzi piccoli, come estrusi, o anche più grandi, come semi. Questo può ostruire il beccuccio del beverino e farli morire di sete.
Rimedio: Per scongiurare questo pericolo controllare giornalmente lo stato dei beverini, cambiando l'acqua oppure sostituirli con il modello a goccia per criceti.

3› Gli Agapornis possono fuggire dai bagnetti esterni e dai nidi, o riuscire a muovere i ganci del coperchio superiore.
Rimedio: Legare i nidi alla gabbia con il filo di ferro e controllare sempre che il coperchio superiore abbia la sicura messa in modo corretto.

4› Gli involucri dei semi lasciati nelle mangiatoie possono ingannare sulla reale quantità di cibo disponibile e far morire gli Agapornis di fame.
Rimedio: Controllare giornalmente lo stato delle mangiatoie, perchè i pappagalli hanno un metabolismo molto veloce e non possono vivere a lungo se privati del cibo.

5› Gli Agapornis possono far uscire la griglia del fondo dalle guide, andare sotto per esplorare e rimanere incastrati tra griglia e cassetto di fondo.
Rimedio: Fermare le griglie alla gabbia con piccoli moschettoni o altri tipi di gancio.

6› Gli Agapornis possono intossicarsi con lo zinco e altri metalli pesanti.
Rimedio: Lavare bene le gabbie zincate con acqua e aceto, sciacquandole con cura, e comprare giochi per pappagalli in materiali e colori non tossici.

7› Gli Agapornis hanno una temperatura corporea molto alta e, sebbene sopportino le basse temperature, possono morire di freddo se non protetti adeguatamente e se esposti al freddo quando non sono in perfetta salute.
Rimedio: Coprire con cura le gabbie o le voliere con materiali termici lasciando una presa per l'aria. Ricoverare all'interno e al caldo quei soggetti che non sono in buona salute.

8› Gli Agapornis possono morire improvvisamente di malattia senza averne dato segnali manifesti.
Rimedio: Imparare ad osservare il comportamento degli Agapornis: se sono troppo arruffati e sonnolenti, se stanno molto sul fondo, se sono apatici, se sono molto magri, se hanno le mucose sporche, se il piumaggio non è pettinato e in ordine, se non sono vivaci come siete abituati a vederli di consueto, non perdete tempo e portateli dal veterinario.

9› Le femmine di Agapornis possono negare ai maschi l'accesso al cibo o rincorrerli per cacciarli fino a farli morire.
Rimedio: Rispettare le regole dell'avvicinamento di due soggetti in gabbie separate e successivamente in gabbia comune con divisorio. Anche dopo la convivenza nella stessa gabbia, monitorare sempre il rapporto tra maschio e femmina.

10› Gli Agapornis, se alloggiati in gran numero dentro una gabbia non sufficientemente grande, possono dare luogo a lotte e non far accedere i compagni al cibo e all'acqua, facendoli morire.
Rimedio: Se messi in colonia o a coppie, scegliere gabbie grandi e posizionare beverini e mangiatoie in punti diversi della gabbia ed in numero superiore agli occupanti. Per 4 soggetti ben affiatati tra loro si consiglia, comunque, una gabbia di dimensioni non inferiori a 90 cm di lunghezza e 45 cm di larghezza.

11› Le femmine di Agapornis, se alloggiate tra di loro e in numero dispari rispetto ai maschi, possono lottare e ferirsi mortalmente.
Rimedio: Alloggiare tra loro solo coppie ben affiatate.

12› Gli Agapornis soffrono di solitudine e possono cadere in depressione fino a deperire e morire.
Rimedio: Programmate un compagno per i vostri Agapornis, sia allevati a mano che non.

Paola


Il piacere della compagnia

Allevamento a Mano - Immagine 7A prescindere dall’esigenza di salvare un pulcino che non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivenza senza il nostro tentativo di recupero, può insorgere il desiderio di aver un amico con cui condividere momenti di affetto e tenerezza, tenendo presente che la decisione dovrebbe essere presa dopo aver vagliato la possibilità di dedicargli parecchie ore della giornata o sapendo di non lasciarlo solo per troppo tempo. Personalmente sono contraria anche a lasciarlo senza un compagno anche se questo ci toglierebbe l’esclusività del rapporto.
Il pulcino si può prelevare dal nido attorno alla 3° settimana di vita, anche verso il mese di età, ma potrebbe esserci in quest’ultimo caso una certa riluttanza da parte del piccolo agapornis ad accettare la nostra manipolazione, per cui il pullus serrerà fortemente le mandibole impedendo l’intrusione della siringa e la nostra eventuale forzatura potrebbe provocare un rigurgito con il rischio di soffocamento.
Allevamento a Mano - Immagine 8Ciò non toglie che, con tempo e pazienza,si può indurre a modificare l’atteggiamento scontroso del piccolo.
Converrà prelevare il piccolo alla sera in modo di trovare la mattina dopo il gozzo vuoto, perché è bene evitare che si crei nel gozzo un miscuglio del cibo dato dai genitori e quello della formula.
A completamente dell’impiumatura, sarà opportuno allestire una bella gabbietta piuttosto ampia e a sviluppo orizzontale, perché a parte il fatto che dovrà comunque abituarsi a viverla come il suo angolo tranquillo dove mangerà, riposerà, troverà i suoi giochi, ed è possibile che improvvisamente spicchi il suo primo volo ed è bene essere preparati a recuperare il temerario nei posti più disparati.

Allevamento a Mano - Immagine 9Specie nei primi mesi il nostro agapornis diverrà davvero "inseparabile" e l’amico umano,che per lui sarà il compagno, dovrà dedicarsi molto, ma con una certa cautela, in quanto si possono anche creare degli atteggiamenti così esclusivi e nevrotici con manifestazioni fobiche di territorialità, gelosia e aggressività verso altri simili o anche altri componenti della nostra famiglia.
Arrivate all’età riproduttiva certe femmine allevate a mano divengono particolarmente aggressive specie in presenza del nido e non avendo nessun timore del loro amico umano e delle sue mani, si permettono atteggiamenti di sfida nel tutelare la loro proprietà, cosa tipicamente ancestrale legata all’istinto della difesa della prole.

Ivana


Alloggiamento

Allevamento a Mano - Immagine 5Per allevare a mano dovremmo disporre di una camera calda regolata alla temperatura di circa 33-35 gradi, corredata di ventola di aerazione e bacinella d’acqua per mantenere un certo grado di umidità che varia dal 50 al 60%.
Il pullus sarà posto all’interno sistemato in un piccolo contenitore concavo foderato di carta da cucina bianca tipo scottex da cambiare ad ogni somministrazione della formula. La carta bianca serve anche per controllare colore e consistenza delle feci; il contenitore concavo sarà inoltre sostituito con un più grande proporzionatamente alla crescita dei pulli.
In negozi specializzati vendono delle ciotoline di lana compressa che si possono lavare e rimettere in forma facendole asciugare dentro un’altra ciotola rigida.
In mancanza di camera calda si potrà sistemare il pulcino, sempre nel contenitore concavo, approntando una scatola posta su un cuscinetto termoriscaldato o ponendo la scatola stessa sotto una lampada a raggi infrarossi di 50-75 watt posta alla distanza di 30/40 centimetri.
La temperatura sarà gradatamente regolate in base alle varie fasi di impiumaggio dei pulli, quindi dai 33-35° nel pulcino implume, per scendere ai 29-30° alla presenza di piumino, poi ai 25° verso l’emissione delle prime penne, fino ai 20-22° di quando è completamente rivestito.
Ovviamente in presenza di più pulcini che si riscaldano tra di loro, la temperatura sarà abbassata proporzionalmente.

Ivana


Svezzamento

Allevamento a Mano - Immagine 6Dopo il periodo della prima settimana, il periodo dello svezzamento è il più delicato e pericoloso.
Arrivato il mese di vita si può cominciare ad offrire al piccolo un buon pastoncino morbido e una spiga di panico (che almeno per i primi tempi andrebbe lavata e fatta asciugare).
La curiosità lo porterà ad assaggiare, spesso a noi sembrerà che mangi, ma in realtà si fa girare i semini nel becco senza riuscire né a sgusciarli, e anche quando riesce ad ingerirli non si può pensare ad interrompere la somministrazione della formula, ma solo a diminuirne il numero delle somministrazioni.
Un calo di peso si riscontra frequentemente al momento del cambio di alimentazione ed ancor di più importante tenerlo sotto controllo.
Scalda biberonCi sarà il pulcino più autonomo, curioso, che assaggia tutto e che ad un mese già rifiuta la siringa e quello poco indipendente che fino a 3 mesi reclama ancora la sua razione di coccole e pappa e che, se forzato a nutrirsi da solo, si lascia deperire rischiando con la debolezza sopravvenuta l’attivarsi di eventuali patologie latenti.
Sempre in questo periodo si può provare a offrire anche della mela grattugiata e qualche fogliolina di cicoria tritata assieme al pastoncino. Non sarà sempre così facile fare accettare un’alimentazione diversa da quella data con la siringa anche perché ogni esemplare è, come in tutte le specie viventi, un universo a sé stante con una propria indole e proprie manifestazioni di comportamento.
Le prime volte che si offriranno i semi sarà opportuno farli sbollentare rendendoli morbidi e sbucciabili come quelli decorticati nel gozzo dei genitori naturali. Anche offrire gli estrusi ai piccoli in fase di svezzamento può venire molto utile per abituarli ad un’alimentazione più ricca di vitamine e proteine badando a scegliere quelli più piccoli e magari ammorbidendoli con del succo di frutta naturale.

Ivana


Esempio di tabella per il controllo del peso nidiaceo

 
 
Esempio di tabella per il controllo del peso nidiaceo
 
 

Allevamento a Mano - Immagine 10Questa è una tabella puramente indicativa per il controllo del peso degli inseparabili allevati a mano, ma utile anche per quelli nutriti dai genitori se ci accorgiamo che qualcosa non va per il verso giusto.
In quelli allevati dai genitori ci saranno dati variabili in quanto spesso i primi nati avranno una crescita più rapida a scapito degli ultimi per i quali si potrebbe intervenire con aggiunte di formula.
Ovviamente poi dipenderà anche dai singoli riproduttori, dal loro comportamento dell'alimentazione dei pulli, dalla costanza o dall'entualità di una pica; qualche volta capita che dei pulli non crescano abbastanza per loro propria debolezza e si impone un tentativo di recupero a mano.
Le cifre in rosso indicano il calo di peso che può essere determinato da svariati motivi non necessariamente da indurre preoccupazione.
Probabilmente la volta precedente il pullus ha mangiato più del solito e la volta successiva risponde svogliatamente all'imbecco.
Da questa rilevazione si può fare una media,per cui, ad esempio, il peso di un piccolo di 15 giorni si aggira più o meno sui 30 grammi.
Come in tutte le specie esistono soggetti di differente costituzione, i più robusti e i più gracili, ma non è detto che da adulti rimangano tali.

I piccoli crescono rapidamente e già ad una decina di giorni si può eliminare la somministrazione notturna dando l’ultima imbeccata verso le 23 e la successiva verso le 6-7 della mattina successiva.
Le imbeccate, naturalmente diminuiranno proporzionalmente alla crescita, alla seconda settimana saranno nel numero di 6 suddivise nell’arco della giornata, per scendere verso la 3° settimana a %, passando a 4 al mese di età, per arrivare a 3 e successivamente a 2 verso i 45 giorni e infine basterà una sola imbeccata verso i 50.
Le somministrazioni saranno via via più abbondanti e più dense ma senza esagerazione, l’allevatore sarà ampiamente gratificato dalla risposta dell’uccellino alla vista della siringa, la richiesta della pappa sarà insistente fino al raggiungimento della sazietà, badando nel contempo, a non soddisfare una richiesta esagerata per non provocare un blocco della digestione e la tenutissima stasi del gozzo.
Nel caso dell’allevamento di più pulli, oltre a mantenere la massima igiene nella loro manipolazione, sarà importante non usare la stessa siringa e altri strumenti se sono nidiate differenti, onde evitare che qualche occulta patologia di origine ereditaria possa essere contagiosa nel passaggio del cibo da uno all’altro pullo.
Il locale dove accudiremo al piccolo pappagallino non dovrà, possibilmente, essere abitato da altri pappagalli o altri anima.

Ivana